IO LEGGO/6: IL GIUDICE DELLE DONNE

Il giudice delle donne

di Antonio Fresa

 

Un gruppo di maestre delle Marche che, nei primi anni del Novecento, è protagonista di una lunga battaglia legale per conquistare il diritto al voto.

La durezza della vita quotidiana e le speranze per il futuro: emigrazione, miseria, politica, stampa e il duro lavoro quotidiano in una nazione che conosce una povertà diffusa.

Nella storia italiana, quasi a rimarcare un insuperabile ritardo storico, gli ultimi anni del diciannovesimo secolo sono conosciuti con la definizione di “crisi di fine secolo”: la sconfitta di Adua (1896); la repressione nel sangue delle proteste popolari (1898); il regicidio con la morte di Umberto I (1990).

Tre date che ci avvicinano al nuovo secolo con un’ansia senza limiti e con l’impressione che la situazione italiana non abbia grandi speranze.

Le vicende che Maria Rosa Cutrufelli ci narra si collocano tra il 1906 e il 1907, quando la Grande Esposizione di Milano porta una ventata di novità e di ottimismo in un paese che conosce un altissimo tasso di emigrazione. Alcune aree del paese sono davvero povere e anche i diritti basilari stentano a essere riconosciuti.

Un gruppo di donne – di maestre e maestrine – combatte la sua battaglia per vedersi riconosciuto il diritto al voto nelle larghe (o strette) maglie dello Statuto Albertino. Tra divieti non esplicitamente espressi e concessioni che dipendono dalla disposizione dell’interprete, dieci maestre elementari delle Marche diventano un caso nazionale e, per un breve periodo, si vedono riconosciute come elettrici.

Una battaglia che vede il rimbalzo di sentenze nei vari gradi di giudizio e l’incontro con Lodovico Mortara, il cosiddetto giudice delle donne.

Una battaglia che sta sullo sfondo del duro lavoro d’istruzione che queste maestre affrontano in un paese in cui spesso le scuole sono quasi palazzine diroccate.

Il vero nemico dell’alfabetizzazione è il diffuso e quasi necessario lavoro infantile che fa svuotare le aule delle scuole.

Un’altra parte della popolazione, dopo aver accumulato con enormi sacrifici il denaro per il biglietto, affronta il lungo viaggio verso l’America: un luogo lontano, quasi leggendario da amare e odiare a un tempo.

Teresa una bambina che nasconde un terribile segreto e che ha scelto di chiudersi in un mutismo dentro il quale scruta il mondo.

Alessandra, una giovane maestra esuberante, che fa parte di quella schiera di donne che, all’inizio del Novecento, si dedicò all’insegnamento: un lavoro innovativo e svolto con amore.

Adelmo, invece, intraprende la carriera nel neonato giornalismo moderno e si misura con le mille ingiustizie della vita.

Tanti altri personaggi ruotano intorno a questo trio portante: osservazioni, notizie, detti e parole piena di amarezza; un paese in trasformazione che deve ancora trovare un equilibrio tra la tradizione e la modernità agognata e temuta a un tempo.

Una storia che indaga nella e sulla vita di tante donne richiede un lungo lavoro di preparazione affinché l’autrice, parola dopo parola, alternando leggerezza e profondità, possa trovare la chiave giusta per introdurci nella vita dei suoi personaggi.

Una targa con una scritta, una traccia di memoria storica collocata in uno spazio urbano, dunque, spinge l’autrice a fare luce su di una vicenda storica singolare, esemplare e paradigmatica: l’autrice ha conservato dentro di sé le parole di quella targa e ha iniziato a elaborare una possibile storia che potesse restituire la vita, e l’impegno, i sogni e le delusioni di un gruppo di donne che si battono per i propri diritti.

Da un punto di vista storico, le ricostruzioni degli ultimi anni ci hanno consentito una riflessione e una condivisione sulle vicende che hanno portato le donne ad esercitare il diritto di voto.

Dopo la stagione fascista, all’alba della nostra democrazia, l’estensione del diritto di voto alle donne ha rappresentato di sicuro una speranza, una certezza, un monito affinché il nostro paese potesse dirsi una democrazia parlamentare compiuta.

Maria Rosa Cutrufelli
Il giudice delle donne
Frassinelli, 2016
€ 18,00, pagine 262