IO LEGGO/16: IL POSTO GIUSTO

Donatella Schisa: Il posto giusto

di Antonio Fresa

La storia di una famiglia, gli incontri che cambiano la vita e la ricerca del nostro passato in un romanzo che unisce più generazioni: una lunga storia che ci costringe a fare i conti con i segreti nascosti e le pagine più oscure e complesse che, in effetti, ogni famiglia sa custodire.

Con questa narrazione ampia e composita, Donatella Schisa ci ricorda che in ogni vita, in ogni dolore, c’è sempre una possibile storia da raccontare e che quel racconto, quel rapporto con la parola aiuta a “rinascere”, a ripensarsi sotto un’altra luce perché la vita sa farsi plastica e dinamica oltre i pesi che portiamo nel cuore.

Il passato e il presente si confondono insieme quando, seguendo il filo della memoria e degli affetti, si ascolta una voce interiore che ci chiede di ritrovare l’origine del nostro viaggio esistenziale.

Mercedes, la figura femminile che è al centro della vicenda, è alla ricerca di un punto di partenza che, in maniera circolare, la possa ricollocare anche nel suo presente, con una consapevolezza nuova.

Mercedes, in maniera non casuale e piena di significati, apre e chiude la vicenda che la riguarda in un cimitero. Lei, con dolore e speranza, giungerà alla scoperta del fatto che è possibile conservare presso di sé le persone che abbiamo amato, quelle figure che si credevano smarrite. E questo sapere trattenere presso di sé è un altro dei tanti doni che la parola letteraria sa donare.

Mostrandoci il lungo cammino che la sua famiglia ha compiuto, anche per donarle il coraggio di guardare in faccia il dolore, Mercedes sceglie, parola dopo parola, atto dopo atto, gesto dopo gesto, quello che la memoria ritiene essenziale salvare e conservare, trattenere e respirare.

Ed ecco che la scrittura, il racconto e la parola diventano complici e il narrare ci offre una trama, una struttura per serbare i sentimenti e gli amori, i gesti e le speranze di quelli che ancora vivono in noi.

Il rapporto fra la parola e il ricordo ci rende responsabili verso il passato, perché soltanto quello che noi salveremo e sapremo raccontare sopravvive all’oblio e alla dimenticanza.

In un luogo della memoria, due nomi incisi nel marmo tornano a vivere perché Mercedes decide di dar voce a una storia e di riportare in vita i morti: insomma di narrare, raccontare, serbare, tramandare.

La dolcissima storia d’amore fra un uomo venuto da lontano – Nicola – e una donna – Vittoria – che, rimasta vedova in giovane età, credeva che il tempo dell’amore fosse finito per sempre, torna a vivere davanti ai nostri occhi.

Il loro incontro era stato programmato dal fato? Quali forze hanno spinto Nicola a lasciare per sempre la sua terra d’origine e la famiglia che l’aveva cresciuto?

E come mai, quel giorno, un giorno ordinario come tanti, aveva bussato proprio a quella porta che avrebbe cambiato per sempre la sua vita?

Nicola, che non ha mai conosciuto suo padre e sua madre, è partito per costruire per i suoi figli e i suoi nipoti un luogo da cui partire e un luogo a cui tornare. Vittoria, donna dagli occhi bellissimi che l’hanno catturato al primo sguardo, è stata la complice serena e costante in questo disegno. 

Ci sono stati tanti figli e nipoti: ognuno ha vissuto il proprio cammino fatto di gioie e sventure, come capita a tutti. Le strade si sono allargate e le distanze sono aumentate.

C’è poi Mercedes e la sua volontà di ritornare a quella Puglia da cui era partita, di ritornare ai luoghi della sua memoria e ai gesti di quei nonni che l’hanno amata.

In quella terra così speciale, Mercedes è chiamata a vivere uno dei momenti più difficili della sua vita quando la sua seconda figlia corre il rischio di morire.

Tutto sembra condurre a una tragedia. Il coraggio di un giovane medico cambierà il corso degli eventi e consentirà lentamente a Mercedes e alla sua famiglia di ritrovare il respiro e il sorriso.

In quella terra che l’ha riaccolta, riascoltando vecchi rumori e ritrovando antichi sapori, Mercedes comprende, forse, che, tragedia nella tragedia, sarebbe perdere per sempre il proprio passato e le proprie radici e che, il rischio corso e il dolore vissuto, la chiamano a un inizio, a un nuovo racconto, a una nuova voglia di vivere che sappia anche dare voce a chi, in un modo o nell’altro, ha costruito la nostra storia.

Donatella Schisa
Il posto giusto
L’Erudita, 2017
€ 16,00, pagine 174