IO LEGGO/22: L’ANELLO MANCANTE

L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone

di Antonio Fresa

Non sono i primi racconti che vedono Rocco Schiavone come protagonista. Tra un romanzo e l’altro della sua fortunata serie, Manzini ha già percorso la strada dell’indagine veloce e immediata: una vicenda che si snoda in poche pagine senza però tralasciare le manie, i vizi e i vezzi del vicequestore Rocco Schiavone, romano di nascita e per appartenenza, “esiliato” nella fredda Aosta.

C’è, però, e ci sembra giusto rilevarlo, un tono particolare in questa nuova raccolta – in realtà essa è già giunta in libreria da qualche tempo – e, fin dall’avvertenza iniziale, anche l’autore indica questa particolarità.

Rocco Schiavone, i suoi collaboratori, Lupa (il suo cane) e il mondo di Roma e quello di Aosta sono sempre gli stessi, con tutti quei dettagli che l’hanno reso familiare ai lettori di Manzini; una vita tormentata e anche dolorosa la sua, con ritmi e rituali attraverso i quali il vice questore cerca di sottarsi alla brutalità di una vita quotidiana senza più un vero amore e senza più una vera casa o città.

La sua condizione di “esiliato” lo rende in parte alieno rispetto all’ambiente in cui agisce, ma questa sua mancanza di appartenenza, questo suo essere in perenne contrasto con l’ambiente circostante, lo mette nella condizione di osservare senza pregiudizio e di escogitare soluzioni del tutto inattese.

Il rapporto con la legge, quella di cui è pur sempre un tutore, è per Rocco Schiavone qualcosa di complesso e sorprendente.

Dicevamo però che in questi racconti il vicequestore appare, per così dire, più rilassato, più inserito – entro i limiti che gli sono propri – e più pronto a fare squadra con i suoi collaboratori o con quelli che incontra lungo il suo cammino.

Senza troppo svelare alla curiosità del lettore, per chi ama le trame di Manzini e ne ha già percorse le pagine, Schiavone si presta anche ad avventure per così dire più “montanare” che hanno come protagonista il gelo e le vette che circondano Aosta. Altrove, con una disponibilità che c’era quasi sconosciuta, troveremo il vicequestore impegnato nella realizzazione di una partita di calcio per beneficenza; ovviamente, anche in questo caso troverà il modo per imporre un finale alla sua maniera.

Per finire è Manzini a confessare che questi racconti hanno anche il valore di una sorta di gioco e si direbbe di esperimento sulle possibilità di un personaggio che ha saputo imporsi, nel nostro panorama letterario, come uno fra i più riusciti.

E in tema di giochi fra personaggi e di richiami ad altri autori, e su questa notazione chiudiamo per lasciare libero spazio al lettore, Schiavone riceve in regalo da uno dei suoi pochi amici due libri di Camilleri e si sofferma a fare delle considerazioni sulla sua ammirazione per Montalbano e i suoi metodi.

Antonio Manzini
L’anello mancante
Cinque indagini di Rocco Schiavone
Sellerio, 2018
Pagine 246, € 14,00