IO LEGGO/31: UNO SPORCO LAVORO

GIANFRANCO LARICULTURAIO LEGGO/31: UNO SPORCO LAVORO

Bruno Morchio: Uno sporco lavoro

di Antonio Fresa

 

Bacci Pagano, il protagonista di questo recente romanzo di Bruno Morchio, è un personaggio ormai noto e consolidato nel panorama degli investigatori italiani. La sua è una storia particolare che incrocia, anche, alcuni dei momenti più bui e complessi della storia italiana.

Il suo scenario di riferimento è la città di Genova con le sue strade, odori, suoni e personaggi. Un mondo sempre ricco di umanità e di storie interessanti.

In questo romanzo, Bacci Pagano svela una parte del suo passato e racconta i suoi esordi come investigatore privato.

Vecchi amici emergono dal passato, riportando Bacci indietro con gli anni e costringendolo a fare i conti con il tempo che è volato via: le ferite del passato non si sono mai chiuse e qualche dolce rimpianto.

L’esperienza e i ricordi si sedimentano; i volti, i luoghi e le atmosfere si allungano come ombre di un’altra età e di un altro luogo. Negli occhi di una donna – sarà il lettore a comprendere l’importanza del legame – Bacci Pagano scopre la necessità di fare i conti con il passato e ci regala il racconto degli anni in cui, uscito dal carcere dopo una complessa vicenda legata al terrorismo, si avvia a essere uno strano investigatore privato.

C’è dolcezza e c’è violenza in questo sentirsi costretto a guardare indietro; c’è una malinconia perduta e c’è la rabbia per come le cose si sono svolte. C’è la consapevolezza che si può davvero credere di aver vissuto tante vite, anche se a ben vedere tutte le nostre scelte hanno un legame a tratti quasi impalpabile

Bacci Pagano, l’investigatore genovese creato da Bruno Morchio, lo abbiamo trovato al centro di vicende spesso torbide toccano i lati oscuri della storia del nostro paese e il difficile equilibrio di una giovane democrazia come la nostra.

Bacci Pagano è un investigatore molto particolare, con un preciso mondo di regole interiori che segnano, nella sua anima e nei suoi gesti, il limite estremo tra l’essere un volgare mercenario o un investigatore privato che sta svolgendo il suo compito.

E così Bacci Pagano è una complessità che sa svelarsi, a tratti, con semplicità estrema: una ricchezza di riflessioni politiche che confinano con l’indifferenza; un attaccamento alla vita quasi incomprensibile e solo in piccoli tratti cinico; una sensibilità esagerata che sa esplodere in violenza o si smussa in amori senza limiti.

Insomma un personaggio che costringe il lettore a una passione totale e con qualche sorpresa. Di certo non ci fa annoiare e sa guidarci nella sua Genova, nei dintorni, in cucina o nella musica.

La vicenda è di tanti anni prima. La proposta ricevuta – fare da guardia del corpo alla famiglia di un ricco imprenditore in vacanza sulla costa ligure – è allettante e quasi strana per uno scalcinato investigatore come Bacci Pagano.

Il compenso è molto elevato e aiuterebbe non poco Bacci a ripartire dopo traversie di tutti i tipi.

Il mondo che si svela, una volta varcato il cancello di quella che si svelerà essere una sorta di dorata prigione, è molto diverso dalle attese.

Le apparenze, quelle che in primo piano portano la ricchezza, la ricercatezza del vestire, del mangiare e del bere, coprono una realtà in cui l’ombra più forte è quella del fallimento, del compromesso, della sottomissione.

I personaggi che partecipano alla vicenda celano aspetti inquietanti che li rendono fragili o diabolicamente potenti, esposti al ricatto e alla vendetta.

La ricchezza non mette al riparo dal dolore e dalla paura. Bacci Pagano si muove con il suo stile tra una doppia catena d’intrighi: il primo livello porta alla politica, agli affari internazionali, alla corruzione, alla sete di potere e così via; il secondo livello getta una luce sinistra e non meno corrotta sugli amori, sugli affetti, sulle relazioni, anche su quelle che dovrebbero essere più immediate e naturali come l’amore fra la madre e un figlio.

Bacci Pagano riesce a costruire un rapporto quasi di amore con una giovane donna; s’incontrano così perché costretti ad aver cura di altri che sembrano amarsi e non lo sanno fare; si amano un poco perché ancora credono che l’amore possa contare.

Nel sole e nella bellezza del mare, Bruno Morchio costruisce pagine amare intrise di passaggi dolci e bellissimi.

Alla fine la violenza del mondo non lascerà crescere l’amore, ma non potrà cancellare la trama delicata del ricordo e il gioco profondo dei lineamenti che passano di generazione in generazione. E, infine, Bacci potrà sorridere ancora e credere che valga sempre la pena di conservare una giusta dose d’umanità.

 

Bruno Morchio
Uno sporco lavoro
La calda estate del giovane Bacci Pagano
Garzanti, 2018
€ 17,60, pagine 270