IO LEGGO/5: LA TRADUZIONE

La traduzione

di Antonio Fresa

 

Ci sono libri che ritornano nella memoria e che meriterebbero una maggiore attenzione. Tra questi, sicuramente, vogliamo ricordare La traduzione di Silvano Ceccherini, uno scrittore anomalo con una complessa vicenda personale.

Qualche anno fa è apparsa una nuova edizione del suo romanzo dedicato all’esperienza del carcere e alla fatica di cercare nella scrittura una sorta di riscatto. Sono ormai passati più di cinquant’anni dalla stagione del suo primo successo e La traduzione, è stata ripubblicata dalle edizioni elliot nel 2013.

Il romanzo di Silvano Ceccherini conobbe un rilevante successo al suo apparire nel 1963, anche per l’indubbia forza della storia narrata.

Ceccherini, segnato da una lunga condanna al carcere, si avvicinò alla letteratura quasi cercando un riscatto umano e morale, colpì, secondo una formula all’epoca abbastanza diffusa, la critica e il pubblico.

Per comprendere il favore con cui fu salutata la pubblicazione, bastano le parole di Alessandro Galante Garrone per La Stampa: “E’ un libro eccezionale non tanto per il fatto, già di per sé singolarissimo, che l’autore è carcerato egli stesso da quasi vent’anni (e palesi e frequenti sono gli spunti autobiografici), quanto per la testimonianza che esso ci offre di una caparbia, miracolosa volontà di sopravvivere, di preservare e affinare la propria intelligenza, di farsi scrittore di espandersi e rilevarsi in un parlar vero di cose umane. Anche Olgi, il protagonista del racconto, ha la passione dello scrivere e sa che la sua opera è l’unica cosa bella che uscirà da questa sua vita, come un fiore da un letamaio”.

Altri letterati e scrittori famosi si espressero sul lavoro di Ceccherini.

Carlo Cassola fece giungere il romanzo nelle mani di Giorgio Bassani che, commentando il romanzo, affermò: “Non abbiamo mai avuto molta fiducia nella letteratura dei non letterati, ma una volta tanto abbiamo avuto torto, torto marcio”.

Ceccherini è stato presentato da alcuni come il “Jean Genet italiano” per le esperienze di vita che in qualche modo lo accomunano allo scrittore francese. Ceccherini scontava in carcere gli ultimi mesi della sua condanna quando La traduzione, il suo primo romanzo, fu pubblicato da Feltrinelli.

La traduzione, nel freddo linguaggio della burocrazia carceraria, è un momento di passaggio e di sospensione che porta il detenuto da un carcere all’altro.

Lo spostamento può essere anche lungo e conoscere tappe numerose e rilevanti.

S’incontrano tanti altri detenuti in transito da un luogo all’altro o stabili nelle singole prigioni attraversate.

A ben guardare, nel racconto di Ceccherini, in fondo, la traduzione è quasi un momento positivo, perché concede almeno la sensazione dell’uscita dalla pesante vita quotidiana del carcere.

Il poco di mondo intravisto dal vagone, le parole ascoltate qui e lì, i vizi di un’umanità sempre dolente, i dibattiti tra chi ha ancora pochi mesi da scontare e chi ha ancora lunghi anni davanti, inducono Olgi Valnisi a riflettere sulla sua vita e sulla sua inesausta voglia di scrivere, raccontare, narrare.

Olgi Valnisi abbina la saggezza dell’uomo che ha già passato una lunga stagione in carcere alla disperazione di chi sente la vita sfuggire senza senso.

Ondeggia, Olgi Valnisi, tra il desiderio di morire (il suo cuore gli ha già giocato qualche brutto scherzo) e la voglia di vivere ancora.

Accetta Olgi Valnisi con bonomia e comprensione le bugie che i suoi compagni di viaggio devono raccontarsi per andare avanti e ammira chi, nel deserto del carcere, continua ad amare una persona o un sogno proiettandosi così oltre i limiti della propria cella.

La traduzione, dal punto di vista burocratico, è incompleta perché Olgi Valnisi muore lungo i binari della ferrovia, tra un treno e l’altro, tra un passaggio e l’altro, tra una frase e l’altra.

Muore sorridendo, convinto che il suo destino sia compiuto; sorridendo per la gentilezza e il rispetto che ha saputo donare all’ultima donna che ha incontrato, una giovane cameriera che serviva i carabinieri della scorta.

 


Silvano Ceccherini
La traduzione
Elliot, 2013
pp. 254, € 18,50